Santa Maria … una via di Giarre, una bretella o una invocazione di aiuto?

Quel tratto di  strada che da via v. Ponte della Fabbrica porta alla strada v. Romana non è per caso che si chiama via Santa Maria. Per i camionisti  è la bretella  che porta “all’area industriale” di Giarre; per tanti automobilisti è uno dei pochi rettilinei dove correre veloci prima dell’inevitabile coda della Mandria. Ma per i ciclisti e pedoni, poveri cristi,  non resta che raccomandarsi ai santi o meglio alla Madonna quando macchine veloci o camion carichi di cemento o terra li sfiorano già a ridosso del fosso. La tanto attesa pista ciclo pedonale  per collegare il borgo con il centro del quartiere  sembrava a portata di mano, con tanto di comunicazione dell’ufficio tecnico del comune che annunciava (al tempo della commissaria)  l’inizio dei lavori. La piazzola per la fermata del

l’autobus  all’incrocio con via Guazzi sembrava l’inizio dei lavori; il sindaco all’incontro del 15 settembre ci aveva garantito che sarebbe stata una delle opere prioritarie. Purtroppo però della pista ciclo pedonale non se ne  parla. Gli  studenti continueranno ad aspettare l’autobus sul filo della strada, giusto di fronte alla piazzola vuota del lato opposto.

I ciclisti diretti a Mandria staranno continuamente in bilico tra il fosso e un'”autostrada”. Ai residenti di v. Guazzi  non resta che farsi il segno della croce prima di attraversare la strada per andare dal vicino che sta dall’altra parte. Del resto se v. S.Maria è una bretella che collega la “zona artigianale-industriale” di Giarre, perché  porre  il limite di 50 km/ora? E perché chiamarla via Santa Maria? Sarebbe meglio chiamarla bretella NORD, aspettando la prossima  bretella EST. Se invece Giarre è un quartiere residenziale allora è un’altra storia …



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