GRONDA SUD

La Gronda Sud è il collegamento ferroviario diretto dell’Interporto di Padova con la linea ferroviaria Bologna-Padova, voluto dalla Regione Veneto, Comune di Padova e Ferrovie dello Stato – R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana).

Quest’opera coinvolge i territori dei Comuni di Abano Terme (località Giarre), Albignasego, Ponte S. Nicolò e Camin (località Granze).

Breve cronistoria:

8 marzo 2010 – Il comitato Giarre invia una lettera ai candidati consiglieri regionali, invitandoli ad impegnarsi a ridiscutere interamente il progetto con i cittadini;

Fine giugno 2009 – il comitato Giarre invia un’osservazione all’aministrazione di Abano in cui chiede come stiano effettivamente le cose e sollecita ad una massima trasparenza e chiarezza riguardo al problema “gronda-sud”;

10 giugno 2009 – nella presentazione dell’analisi di rango, nel capitolo dedicato alla mobilità e alle infrastrutture si afferma: “secondo quanto assunto e previsto dal PATI dell’area metropolitana, Abano sarà interessata […] dalla connessione della Gronda Sud ferroviaria che si innesterebbe sulla Padova-Bologna immediatamente a sud della stazione ferroviaria di Abano”;

Luglio 2008 – la gronda viene tolta dalle planimetrie del PATI, Cosentino, vicesindaco di Abano, annuncia l’ entrata di Abano al PATI;

Il comune di Abano si rifiuta di aderire al PAchiedendo che si cancelli il tracciato della Gronda.

Gennaio 2008 – la gronda riappare cambiando nome: è definito “corridoio intermodale” sugli elaborati del Pati (Piano di assetto del territorio intercomunale) Area Metropolitana di Padova, foglio A4.5, inviato ai comuni aderenti alla città metropolitana per l’approvazione;

Maggio 2006 – Il comune di Albignasego assegna ad un proprio tecnico lo studio del progetto definitivo  e delle altre ipotesi; nel frattempo il consiglio comunale si esprime contro la “gronda”;

20 marzo 2006 – Tutti i candidati a sindaco di Abano, si schierano con il comitato, e si impegnano in caso di elezione a opporsi al progetto;

13 febbraio 2006 – Il consiglio provinciale vota all’unanimità la sospensione del progetto; “Bisogna avviare un confronto con i cittadini, ma anche trovare soluzioni per il futuro, ci siano o meno in questo momento i finanziamenti” è ciò che dice alla stampa il Presidente Casarin;

Inizia la lotta dei comitati con raccolte-firme, presidi in provincia, incontri con provincia, comuni e RFI.

27 febbraio 2007 – Il consiglio comunale di Abano sottoscrive all’unanimità una mozione da inviare alla Provincia di Padova. Nel documento si chiede di evitare qualsiasi intervento di raccordo fra la linea ferroviaria Padova-Bologna e l’Interporto merci del capoluogo in territorio aponense. In alternativa, vengono prospettati un innesto sulla linea ferroviaria Adria-Rovigo oppure, in subordine, un percorso parallelo all’autostrada A/13;

1 febbraio 2006 – In una pubblica riunione tenutasi a Giarre presso la scuola E. De Amicis viene decisa la costituzione di un coordinamento di comitati: quattro i comitati impegnati Giarre, Albignasego, Ponte San Nicolò e Granze di Camin. Quattro le linee guida: apoliticità dei comitati, salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tutela degli interessi dei cittadini e diritto all’informazione;

Gennaio 2006 – Alcuni cittadini di Giarre si vedono arrivare le trivelle sui propri territori, senza conoscerne il motivo: iniziano i carotaggi;

20 dicembre 2005 – Con la delibera regionale n.3936 la Regione ha affidato la redazione del progetto definitivo alla «Net Engineering» e alla ditta «Sacchetto» per le indagini geognostiche; clicca per vedere la delibera

16 novembre 2005 – l’assessore regionale Chisso e quello provinciale Riolfatto tengono una conferenza stampa in cui Chisso dichiara di aver ricevuto un assenso di massima a proseguire dai Comuni interessati salvo la contrarietà espressa verbalmente dal rappresentante del Comune di Abano, retto dal Commissario Prefettizio Barillari. Però tale contrarietà non è stata mai formalizzata;

1° agosto 2005 – viene redatto il progetto preliminare dallo studio Net-Engineering di Monselice, commissionato da RFI con la collaborazione della Regione Veneto, in cui viene favorito il tracciato più a sud, cioè quello tra via Gambato e via S. Giustina che risulta maggiormente devastante per il quartiere di Giarre;

20 dicembre 2004 – lo studio di fattibilità presenta quattro possibili itinerari (il primo più a nord al confine tra  Padova e Abano costeggia la tangenziale, il secondo fiancheggia via Guazzi, il terzo attraversa la campagna di Sgaravatti e il quarto, più a sud, è situato tra via S. Giustina e via Gambato); clicca qui per vederli

13 febbraio 2004 –  la REgione Veneto e RFI si accordano per redigere lo studio di fattibilità e una progettazione preliminare;

12 marzo 2003 – la Regione Veneto, il Comune di Padova e RFI sottoscrivono una convenzione attuativa nella quale si valuta positivamente questo collegamento;

torna alla pagina iniziale