ZONE 30

Moderazione del traffico – Zone 30

Le “Zone 30” sono uno strumento fondamentale per la promozione di una convivenza pacifica tra traffico e vita locale nelle nostre strade di quartiere, uno spazio vitale per muoversi a piedi, andare a scuola, incontrarsi, fare la spesa.

Il COMITATO GIARRE è concretamente impegnato a promuovere la convivenza pacifica tra traffico e vita locale nelle strade del nostro quartiere . Il COMITATO GIARRE ritiene che debba essere risolto il problema del traffico pesante di attraversamento con il trasferimento in altra area dell’azienda che lo genera e ritiene inoltre che si debbano progressivamente ed in modo diffuso introdurre strumenti di moderazione del traffico  per garantire a tutti  il diritto alla mobilità, difendendo in particolare gli utenti della strada più deboli, i pedoni ed i ciclisti.

Per questo motivo riteniamo utile e interessante far conoscere le idee e le esperienza che molti comuni hanno messo in atto. Il presente materiale, tratto dal Seminario “Non solo dossi  – Zone 30 nei quartieri per un ambiente urbano migliore” che si è svolto il 19 settembre 2008 a Reggio Emilia nell’ambito della Settimana europea della mobilità, fa una presentazione sintetica dello stato attuale e delle prospettive  della Moderazione del Traffico (MdT).

Perché una “Zona 30”

La realizzazione di una “Zona 30”, misura prevista dal Codice della Strada, costituisce una importante opportunità per migliorare in modo durevole la qualità della vita dei quartieri:

- migliora la sicurezza stradale. A velocità 30 migliora la visibilità laterale così importante per evitare per tempo un bambino che corre o una persona che sbuca all’improvviso, e diminuisce la distanza di arresto di fronte ad un ostacolo improvviso. Come mostra l’esperienza di diverse città in Italia e all’estero, con le Zone 30 gli incidenti si sono ridotti di numero e di gravità

- l’ambiente di vicinato ritorna ad essere accogliente. Gli abitanti e specialmente i bambini e gli anziani possono camminare e attraversare in sicurezza le strade, la velocità più bassa permette un contatto visivo e una migliore intesa tra conducente e passanti, le misure di arredo (alberi, zone di soggiorno…) riqualificano lo spazio stradale

- migliorano le condizioni ambientali. La diminuzione della velocità migliora la fluidità, la condotta di guida diventa più tranquilla e regolare, con meno accelerazioni e frenate. Diminuisce il consumo di carburante e con esso fino al 20% le emissioni inquinanti (ossidi d’azoto, anidride carbonica, polveri) Inoltre il rumore si riduce in media di 5 decibel, il che corrisponde ad un traffico dimezzato

Velocità, campo visivo e sicurezza

Uno dei fattori che maggiormente influenza la sicurezza stradale è la velocità dei veicoli. Essa influenza non solo la gravità delle conseguenze degli incidenti, ma anche il numero di sinistri che si verificano. Più un veicolo procede velocemente e più il suo campo visivo risulta ristretto e concentrato verso la zona centrale, perdendo di fatto la sensibilità a rilevare i dettagli dei movimenti delle parti laterali.

Interventi di mitigazione delle velocità

Gli interventi di mitigazione delle velocità, attuati per indurre gli utenti a procedere a velocità ridotte e con un maggior grado di attenzione, agiscono sia fisicamente (cambiando le caratteristiche geometriche della strada) che psicologicamente (cambiando la percezione dell’ambiente stradale). I limitatori di velocità sono tutti quei dispositivi che agiscono fisicamente sulle velocità attuate dagli automobilisti. Tali dispositivi devono essere posizionati in maniera tale che non si inseriscano con “effetto sorpresa” nell’ambiente stradale, garantendo ampie

distanze per la percezione e reazione che consentano ai veicoli di ridurre sufficientemente la velocità. In caso contrario potrebbe non sortirsi l’effetto desiderato, rendendo addirittura più pericoloso il punto in questione.

I principali dispositivi di questo tipo sono:

1. Rallentatori ottici e bande sonore

2. Dossi artificiali

3. Attraversamenti pedonali rialzati

4. Sopraelevazione della pavimentazione stradale

5. Cuscini Berlinesi

6. Disassamento planimetrico dell’asse stradale

7. Restringimento laterale della carreggiata

8. Restringimento della carreggiata con isola centrale e/o salvagenti pedonali

9. Semafori con rilevazione della velocità

10. Rilevatori di passaggio con semaforo rosso

11. Dissuasori elettronici di velocità

12. Sistemi fissi di rilevazione della velocità

13. Rotatorie e rotatorie compatte

14. Impiego di più elementi di moderazione del traffico

15. Porte di accesso

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1 commento a ZONE 30

  1. paolo bollino scrive:

    la zona 30 è un argomento interessante. Grazie a questo strumento si riesce a rispettare il diritto alla mobilità per tutti: automobilisti, ciclisti e pedoni. Perchè i pedoni, che siano essi giovani o meno giovani, devono avere mille difficoltà alla loro mobilità? Penso alle auto troppo veloci e quindi pericolose, ai mezzi pesanti, alle barriere architettoniche, ad una viabilità pensata solo ed esclusivamente per le auto ed i camion e alle poche e mal collegate piste ciclo-pedonali. Perchè non si tiene conto anche di questi utenti della strada: pedoni e ciclisti? Forse pechè sono considerati quelli meno produttivi, quelli meno forti economicamente. Perchè sono quelli che consumano di meno e non fanno crescere il PIL, mentre l’automobilista o il camionista con le sue spese (auto, manutenzione, benzina e incidenti) accrescono il PIL e tutti son contenti.

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